Fabrizio De André ¦ Fabrizio De André

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Veröffentlichung Fabrizio De André:

1981

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Fabrizio De André auf Wikipedia (oder andere Quellen):

«Passerà questa pioggia sottile come passa il dolore.»

(Hotel Supramonte)
Fabrizio De André
Remington the outlier.jpg
ArtistaFabrizio De André
Tipo albumStudio
Pubblicazione21 luglio 1981
Durata40:02
Dischi1
Tracce8
GenereBlues
Musica d'autore
Folk rock
Blues rock
EtichettaDischi Ricordi SMRL 6281
0065.025 (stampa tedesca)
ArrangiamentiMark Harris, Oscar Prudente
Registrazionegiugno-luglio 1981
Stone Castle Studios, Carimate
FormatiCP, LP, 7"
Certificazioni FIMI (dal 2009)
Dischi d'oroItalia Italia[1]
(vendite: 25 000+)
Fabrizio De André - cronologia
Album successivo
(1984)

Fabrizio De André è il decimo album d'inediti del cantautore italiano Fabrizio De André.

L'album è meglio conosciuto come L'indiano oppure L'album dell'indiano, a motivo della copertina dove compare l'immagine di un nativo americano a cavallo,[2][3][4] un'opera dell'artista statunitense Frederic Remington intitolata The Outlier (1909).

L'album è stato inciso nel 1981 ed è stato scritto in collaborazione con Massimo Bubola, con cui De André aveva già collaborato per l'album d'inediti precedente, Rimini; come in Rimini, l'accordo tra i due cantautori prevedeva che le canzoni presenti nell'album avessero la firma di entrambi, pur essendo in realtà il contributo alla scrittura non sempre identico per i due autori (fa eccezione Ave Maria, che è un canto tradizionale sardo già noto nell'incisione di Maria Carta).[5]

L'album è stato pubblicato, nello stesso anno, in Germania Ovest dalla .

Tra i coristi che hanno preso parte alla registrazione del disco vi è Mara Pacini, cantante beat nota negli anni sessanta come Brunetta.

Il disco

Il tema dell'album è il confronto tra due popoli, il popolo dei sardi e quello dei pellerossa, per certi versi affini e per certi altri molto diversi, entrambi vittime della colonizzazione[6][7].

Le canzoni

Quello che non ho

Il primo brano, dotato di un ritmo blues, mette in evidenza le differenze tra i popoli autoctoni e quelli che rappresentano gli "oppressori", rappresentate dalle cose che gli oppressi, a differenza degli oppressori, non possiedono. Introdotto da spari e urla registrati durante una caccia al cinghiale in Gallura [8], il pezzo è scandito dallo shuffle di una chitarra elettrica e accompagnato dall'armonica a bocca; nella parte finale entrano anche le tastiere di Mark Harris e si manifestano vaghe influenze hard rock.[8]

Nel 2000 il varesino Kaso ha riproposto il brano in chiave rap nel disco , riprendendo alcune rime dalla canzone di De André.

Nel 2012 il gruppo rock Litfiba ha riproposto il brano in chiave rock in occasione dell'omonimo programma televisivo Quello che (non) ho di Fabio Fazio e Roberto Saviano.

Il canto del servo pastore

Nel secondo brano la natura viene cantata in prima persona da un servo pastore, uomo semplice che non conosce neanche il proprio nome e le proprie origini, ma, vivendo separato dalla comunità umana e immerso nell'ambiente incontaminato, possiede una grande sensibilità per la realtà che lo circonda, tanto da fondersi con essa («Mio padre un falco, mia madre un pagliaio»).

La canzone è ambientata nelle lande dell'entroterra sardo; il cisto, il rosmarino, le sughere, le fonti e i rivi contribuiscono a delineare il paesaggio come spesse pennellate di colore.

Fiume Sand Creek

Nella terza canzone De André paragona i sardi agli indiani. Il brano ha come tema un massacro di pellerossa avvenuto nella realtà il 29 novembre 1864, quando alcune truppe della milizia del Colorado, comandate dal colonnello John Chivington, attaccarono un villaggio di Cheyenne e Arapaho situato vicino al fiume Big Sandy Creek, massacrando molte donne e bambini; l'episodio è raccontato attraverso il linguaggio innocente e quasi surreale di un bambino, che sopravvive all'avvenimento e crede che tutto ciò che ha visto sia solo un sogno:

«Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso

il lampo in un orecchio e nell'altro il paradiso»

(Fiume Sand Creek)

Lo stesso De André ha dichiarato di aver tratto i maggiori spunti per il brano da Memorie di un guerriero Cheyenne[9], libro/intervista che raccoglie le memorie del guerriero Cheyenne [10].

Rispetto all'episodio storico, De André e Bubola cambiano il grado militare e l'età dell'allora quarantatreenne colonnello Chivington, che diventa "un generale di vent'anni", incrociandolo evidentemente con George Armstrong Custer, autore della parallela strage di nativi del Washita (o forse anche per motivi di metrica).

Il pezzo termina, in terza persona, nel modo più doloroso possibile:

«Ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek»

Musicalmente, è una ballata in stile folk-rock americano ma allo stesso tempo, per alcuni critici, presenta analogie con il brano Summer '68 dall'album Atom Heart Mother dei Pink Floyd.[11]

Nel 2019 i Pinguini Tattici Nucleari registrano una cover della canzone inserita nell'album tributo Faber nostrum[12].

Ave Maria

L'attenzione torna sul popolo sardo con Ave Maria (da non confondersi con la canzone dallo stesso titolo ma del 1970, contenuta nell'album La buona novella), in lingua sarda, cantata con voce alta e potente da Mark Harris[13], tastierista e coarrangiatore dell'album, trasformando l'originale in un folk-rock elettrico assai duro[14]. De André interviene solo come seconda voce nei cori.

È una versione del canto tradizionale sardo Deus ti salvet Maria, scritto nel XVIII secolo dal poeta Bonaventura Licheri[15]) come strumento adatto alla catechesi tra i ceti popolari. Il brano di De André è rielaborato da un adattamento di Albino Puddu.[16]

Hotel Supramonte

Si tratta di un adattamento della canzone di Massimo Bubola "Hotel Miramonti" (scritta ad Alleghe all'Hotel Miralago, di cui era ospite[17]); la versione originale viene a volte riproposta dal vivo dal cantautore veronese.[5]

Il brano parla del sequestro e della prigionia di cui De André e la compagna Dori Ghezzi furono vittime tra l'agosto e il dicembre del 1979, per mano dell'Anonima sequestri.

Il titolo è dato dal Supramonte, massiccio montuoso dell'entroterra sardo, nascondiglio dei più famosi latitanti dell'isola[18], inteso come una sorta di albergo in cui far soggiornare gli ospiti (anche se i due cantanti, mentre erano prigionieri, non si trovavano presso il Supramonte).

Dal punto di vista musicale il pezzo è il più intimo dell'album: la strumentazione usata è perlopiù acustica (chitarra, basso, violino), con un leggero tappeto d'archi elettronici nella seconda parte del brano.

In occasione del concerto in memoria di De André, Roberto Vecchioni ha interpretato una sua versione che poi sarà incisa, nel 2003, nell'album Faber, amico fragile. Vecchioni inciderà nuovamente la canzone nel 2011 nel CD Chiamami ancora amore.

Nel 2019 gli Zen Circus registrano una cover della canzone inserita nell'album tributo Faber nostrum.

Franziska

Riguardo a questa canzone, De André affermò di essersi ispirato ai racconti dei suoi rapitori; la stessa descrizione fisica e psicologica del bandito della canzone è ripresa dall'aspetto e dall'abbigliamento dei sequestratori.

Vi si narra la difficile storia vissuta da una giovane e dal suo compagno, un bandito che si è dato alla macchia.

La ragazza è costretta quasi alla clausura per la gelosia del fidanzato (i suoi occhi come due cani) ed alla solitudine perché lui è latitante. Il suo dolore si acuisce quando vede anche l'ultima delle sue sorelle sposarsi.

D'altra parte, nemmeno il bandito (definito poeticamente "marinaio di foresta") ha un'esistenza serena, costretto a spostarsi di continuo, sempre lontano dalla sua amata: la notte, solo la sua fotografia e il rosario di lei, oltre al fucile, gli fanno compagnia[19].

La canzone ha sonorità e struttura molto simili alla canzone di Jackson Browne Linda Paloma, incisa cinque anni prima dal cantautore americano nell'album The Pretender.

Se ti tagliassero a pezzetti

"Se ti tagliassero a pezzetti" una canzone d'amore e insieme un inno alla libertà. In seguito alla censura, il verso «signora libertà, signorina anarchia» è stato modificato nella versione in studio in «signora libertà, signorina fantasia», così come «il polline di un dio, di un dio il sorriso» viene spesso modificato in «il polline di dio, di dio il sorriso».

Molto importante è la riflessione sulla libertà, che è sempre perseguibile, nonostante gli uomini stessi a volte ne impediscano la completa realizzazione.

La paternità della canzone è di Bubola, per quanto probabilmente il testo sia stato integrato e sicuramente reso proprio da De André.[5]

Secondo quanto dichiarato da Bubola, la canzone contiene un'allusione alla strage di Bologna del 1980: «T'ho incrociata alla stazione / che inseguivi il tuo profumo / presa in trappola da un tailleur grigio fumo / i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino / camminavi fianco a fianco al tuo assassino».[20]

Nel 2019 The Leading Guy registra una cover della canzone inserita nell'album tributo Faber nostrum.

Verdi pascoli

Questa canzone parla del paradiso come lo concepiscono gli Indiani d'America, che viene descritto da De André con molta libertà e fantasia. Musicalmente parlando, è l'unico pezzo dell'artista genovese a iniziare con un assolo di batteria per proseguire con un ritmo Reggae giamaicano (allora in voga grazie a Bob Marley) con un caratteristico tempo in levare e non in battere.[21]

Accoglienza

Recensioni professionali
RecensioneGiudizio
Dizionario del pop-rock[22]5/5 stelle

Secondo il Dizionario del pop-rock, Fabrizio De André sarebbe l'album più compiuto del cantautore prima della sua svolta etnica. Lo stesso tomo ritiene che l'album "gode di un eccellente stato di grazia" e che le sue canzoni sono "vibranti e maestose".[22]

Tracce

Testi e musiche di Fabrizio De André e Massimo Bubola, eccetto dove indicato.

7"
  • Lato A
  1. Quello che non ho – 5:51
  2. Canto del servo pastore – 3:13
  3. Fiume Sand Creek – 5:37
  4. Ave Maria (rielaborazione del canto religioso popolare sardo Deus ti salvet Maria, adatt. di Albino Puddu) – 5:30
  • Lato B
  1. Hotel Supramonte – 4:32
  2. Franziska – 5:30
  3. Se ti tagliassero a pezzetti – 5:00
  4. Verdi pascoli – 5:18
LP, CD
  1. Quello che non ho – 5:51
  2. Canto del servo pastore – 3:13
  3. Fiume Sand Creek – 5:37
  4. Ave Maria (rielaborazione del canto religioso popolare sardo Deus ti salvet Maria, adatt. di Albino Puddu) – 5:30
  5. Hotel Supramonte – 4:32
  6. Franziska – 5:30
  7. Se ti tagliassero a pezzetti – 5:00
  8. Verdi pascoli – 5:18

Formazione

Note

  1. ^ Fabrizio De André (certificazione), Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 7 giugno 2021.
  2. ^ Riccardo Bertoncelli, Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, 1ª ed., Giunti, 2003, pp.104-105; p.108; p.126; p.181; p.186, ISBN 978-88-09-02853-1.
  3. ^ Silvia Sanna, Fabrizio De André. Storie, memorie ed echi letterari, Effepi Libri, 2009, p.26, ISBN 978-88-6002-015-4.
  4. ^ Doriano Fasoli, Fabrizio De Andrè: passaggi di tempo : da Carlo Martello a Princesa, Edizioni associate editrice internazionale, 2001, p.62, ISBN 978-88-267-0309-1.
  5. ^ a b c Franco Fabbri. Le cento e più canzoni di Fabrizio De André (2004), in AA.VV. Volammo davvero. Milano, BUR, 2007.
  6. ^ «De André gli comunicò l'intenzione di realizzare un concept album basato sugli indiani d'America, usati come allegoria del popolo sardo, anch'esso vittima della colonizzazione nel corso di tutta la sua storia. [...] "Gli indiani di ieri e i sardi di oggi sono due realtà lontane solo apparentemente, perché sono due popoli emarginati e autoctoni. Gli indiani sterminati dal generale Custer, chiusi nelle riserve. E i sardi cacciati sui monti dai cartaginesi, fatti schiavi dai romani, colonizzati poi. Le analogie fra le due civiltà sono tante. La caccia è un denominatore comune. Attraverso la caccia, tribù diverse (gli indiani) e persone che abitano in paesi diversi (i sardi) riescono ad avere rapporti sociali. Per loro è anche uno sfogo, un modo per conoscersi, per dimenticare di essere odiati senza motivo. Conosco alcuni sardi che si odiano per sentito dire, fino a quando non si incontrano nelle battute al cinghiale."» Viva, Luigi (2000). Non per un dio ma nemmeno per gioco: Vita di Fabrizio De André, Feltrinelli Editore
  7. ^ «A dispetto di ogni previsione, il sequestro servì per rafforzare l'amore di De André per la Sardegna e, come già detto, si concretizzò in un album incentrato sul rapporto di similitudine tra il popolo sardo e il popolo indiano, preannunciato dall'immagine di copertina del pittore americano Frederic Remington, rappresentante un pellerossa a cavallo» Sanna, Silvia (2009). Fabrizio De André: storie, memorie ed echi letterari, Effepi Libri, p.93
  8. ^ a b Note di copertina di Fabrizio De André (album 1981), Fabrizio De André, Dischi Ricordi, 6281, LP, 1981.
  9. ^ Kum-Mok-Quiv-Vi-Ok-Ta, La lunga marcia verso l'esilio: Memorie di un guerriero Cheyenne (Wooden Leg: A Warrior Who Fought Custer), a cura di Thomas B. Marquis, Milano, Rusconi Editore, 1970..
  10. ^ Lorenzo Coveri. I dialetti (e le lingue) di De André (2000), in AA.VV. Volammo Davvero. Milano, BUR, 2007
  11. ^ Michelone 2011, p. 56.
  12. ^ Cecilia Bressanelli, Pinguini Tattici Nucleari. La nostra musica è come un fiume. Tutto finisce nel grande Po(p), su corriere.it, 27 aprile 2019. URL consultato il 25 settembre 2019.
  13. ^ Intervista a Mike Harris in Dentro Faber, vol. 6, Il Sacro, min. 48:39
  14. ^ Michelone 2011, p. 31.
  15. ^ Il testo dell'Ave Maria in sardo logudorese fu attribuito al Licheri da , vescovo di Oristano dal 1842 al 1860 Cfr. nel sito Canto Sardo a Chitarra, 1 settembre 2008
  16. ^ Discografia Nazionale della Canzone Italiana
  17. ^ Fonte: Intervista a Massimo Bubola in Riccardo Bertoncelli, Belin, sei sicuro?: storia e canzoni di Fabrizio De André, Giunti, 2003 - ISBN 88-09-02853-8
  18. ^ Soggiorno all’Hotel Supramonte, girodivite.it. URL consultato il 24 novembre 2008.
  19. ^ Walter Pistarini, Il libro del mondo. Le storie dietro le canzoni di Fabrizio De André, Prato, Giunti, 2010, pp. 224-226, ISBN 88-09-74851-4.
  20. ^ Riccardo Bertoncelli, Belìn, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André: Con gli appunti inediti de "I Notturni", Intervista al coautore Massimo Bubola, pag. 108
  21. ^ Michelone 2011, p. 141.
  22. ^ a b Enzo Gentile, Alberto Tonti, Il dizionario del pop-rock 2014, Zanichelli, 2014.
  23. ^ Riccardo Bertoncelli, Intervista a Massimo Bubola, in Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, 1ª ed., Giunti, 2003, p.106, ISBN 978-88-09-02853-1.

Bibliografia

  • Guido Michelone, Fabrizio De André. La storia dietro ogni canzone, Siena, Barbera Editore, 2011. ISBN 978-88-7899-511-6.
  • Luigi Viva, Non per un dio ma nemmeno per gioco - vita di Fabrizio De André, Milano, Feltrinelli, 2009. ISBN 978-88-0781580-5.

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Collegamenti esterni

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Artist(s)

Veröffentlichungen von Fabrizio De André die im OTRS erhältlich sind/waren:

Il Concerto Ritrovato ¦ Anime Salve ¦ In Concerto: Arrangiamenti PFM ¦ Fabrizio De André ¦ In Concerto ¦ Fabrizio De André

Fabrizio De André auf Wikipedia (oder andere Quellen):

Fabrizio De André (1977)

Fabrizio Cristiano De André (* 18. Februar 1940 in Genua; † 11. Januar 1999 in Mailand) war ein italienischer Cantautore (Liederdichter).

Während seiner Karriere, die von 1958 bis 1998 dauerte, wurde De André, von seinen Freunden Faber genannt, durch die hohe literarische Qualität seiner Texte und die meisterhafte Interpretation zu einem der beliebtesten Sänger in Italien. Einige seiner Texte sind mittlerweile Bestandteil des Schulunterrichtes. Er erzählte überwiegend Geschichten der Ausgegrenzten und Entrechteten.

Werdegang

De André stammte aus einer Unternehmerfamilie: Sein Vater, der Philologe Giuseppe De André, leitete in Genua mehrere private Schulinstitute. Nach dem Abitur am Liceo classico Cristoforo Colombo besuchte Fabrizio De André einige Kurse in Literatur und Medizin an der Universität von Genua, ehe er sich endgültig für ein Jura-Studium entschied. Er brach aber das Studium kurz vor dem Abschluss ab, um sich ganz der Musik zu widmen.

Im Alter von acht Jahren, nachdem Freunde der Eltern des kleinen De André zufällig eine gewisse Musikaffinität des Jungen feststellten, begann er Violine-Unterricht, den er bis zu seinem vierzehnten Lebensjahr fortsetzen wird[1]. Im September 1954, als die Familie De André aus einem langen Urlaub im piemontesischen Gebirge zurückgekehrt war, wurden sie von einem Freund seines Vaters – den Turiner Ingenieur Pier Franco Bertone – zu einem Wanderwochenende in La Morra eingeladen. Während er gelangweilt durch das großräumige Anwesen der Familie Bertone schlenderte, fand Fabrizio in einer verlassenen Ecke des Wohnzimmers eine Gitarre. Dieses Instrument wird ihn ab diesem Zeitpunkt bis zu seinem Lebensende begleiten[2]. Später wurde seine Leidenschaft für die Musik auch durch die intensive Freundschaft mit Luigi Tenco, Gino Paoli, Umberto Bindi sowie Paolo Villaggio erweckt, mit dem er später einige Lieder schrieb. De André widmete seine Aufmerksamkeit den französischen Chansonniers, insbesondere Georges Brassens (dem er persönlich nie begegnet war), dessen Lieder er auch ins Italienische übersetzte. Aber auch Bob Dylan und Leonard Cohen waren für Fabrizio De André Vorbilder. 1960 brachte er über die Plattenfirma Karim seine erste Single heraus: Nuvole barocche hieß der Titel seines ersten Songs. De André zeigte, dass er eine herausragende Stimme mit Wiedererkennungswert hatte. Der Erfolg ließ nicht lange auf sich warten: Schon 1961, als die Plattenfirma Karim La ballata del Miché und La ballata dell’eroe herausbrachte, wurde für De André ein gutes Jahr werden[3]. Luigi Tenco, der auch als Schauspieler einige Auftritte hatte, wählte das melancholische Antikriegslied De Andrés La ballata dell’eroe für den Spielfilm La cuccagna als Filmsong aus und bescherte dem jungen Sänger aus Genua den ersten bescheidenen Erfolg[4]. Berühmt wurde De André allerdings erst 1967 mit seinem Song La canzone di Marinella. Er begleitete seinen Gesang auf der Gitarre. Diesen Song interpretierte die berühmte Fernsehmoderatorin und Sängerin Mina: Ihre leidenschaftliche und unvergleichbare Stimme katapultierte den Song in den ersten Rängen der Musikcharts. Das dadurch erzielte Einkommen war für den jungen Künstler aus Genua so hoch, dass er sich kurzerhand entschloss, das Jurastudium abzubrechen und sich ganz seiner wahren Leidenschaft zu widmen: Songs zu schreiben[5]. Er sang Liebeslieder, behandelte in seinen Texten aber auch soziale Probleme und als Pazifist den Krieg, so in seiner bekanntesten Ballade La guerra di Piero.[6]

La Buona Novella

Für sein Album Tutti morimmo a stento (1969) wurde er von Gedichten des französischen Lyrikers François Villon inspiriert. De André gilt mit diesem Album als erster italienischer Musiker, der sich an einem Konzeptalbum versuchte. De Andrés Album La Buona Novella (1970) wiederum behandelte die christlichen Apokryphen. In Non al denaro non all'amore né al cielo (1971) adaptierte und erweiterte er Gedichte des US-Amerikaners Edgar Lee Masters aus dessen . Das Album Storia di un impiegato (1973) ist sein politischstes und thematisiert die 68er-Bewegung und den Terrorismus; die Musik komponierte Nicola Piovani. Für sein Album Canzoni (1974) coverte er Lieder von Bob Dylan (mit Francesco de Gregori), Leonard Cohen und Georges Brassens.

Am Anfang seiner Karriere publikumsscheu, unternahm er erst 1975 seine erste Tournee. 1978 spielte er mit der damals sehr bekannten Rockgruppe PFM, die seine Lieder neu arrangierte. Zwei erfolgreiche Livealben der Konzerte wurden veröffentlicht. Ab den 80er Jahren tourte er dann mit eigener Band, die er immer wieder mit namhaften Musikern verstärkte. Im April 1982 machte er seine einzige Tour in den deutschsprachigen Ländern (Deutschland, Österreich, Schweiz mit neun Auftritten[7]).

De André ließ sich auf seinen Alben immer wieder von anderen berühmten Komponisten und Songwritern unterstützen. Laut eigener Aussage hat De André im Laufe seiner Karriere bei seinen Kompositionen den Texten mehr Bedeutung als der Musik beigemessen bzw. bezeichnete seine eigenen Melodien als unfertig und ausbaufähig. Er kooperierte mit Francesco de Gregori (auf Volume 8 1975), mit Massimo Bubola (auf Rimini 1978 und Album dell'indiano 1981), Mauro Pagani (auf Creuza de mä 1984 und Le Nuvole 1990) und mit Ivano Fossati (auf Anime Salve, 1996).

Am 27. August 1979[8] wurde er zusammen mit seiner Lebensgefährtin und späteren Ehefrau Dori Ghezzi auf Sardinien entführt und erst nach vier Monaten und Zahlung eines sehr hohen Lösegeldes freigelassen. Seine Erlebnisse in der Gefangenschaft verarbeitete er später in einer LP ohne Titel, die als „L’indiano“ bekannt wurde, weil auf dem Cover das Bild eines Indianers abgebildet war. Er zog in diesen Liedern Parallelen zwischen den Ureinwohnern Amerikas und der Situation der Sarden, die sich im Laufe der Geschichte ebenfalls immer wieder gegen verschiedene Okkupatoren wehren mussten.

Nach Fabrizio de André benannter Weg im Hafen von Genua

1984 veröffentlichte Fabrizio De André mit „Crêuza de mä“ ein meisterhaftes Album mit Liedern im genuesischen Dialekt seiner Heimatstadt. Musikalisch führte er dabei Traditionen aus dem gesamten Mittelmeerraum zusammen.

Beim der Stadt Livorno, einem jährlichen nationalen Wettbewerb der italienischen 'Cantautore' (Liedermacher), bekam er 1997 eine Auszeichnung für sein Lebenswerk.

Fabrizio De André hatte zwei Kinder: den Sohn Cristiano aus erster Ehe und die Tochter Luisa Vittoria (Luvi). Beide begleiteten ihn auf seiner letzten Tournee 1998 als Mitglieder seiner Band.

Im Sommer 1998 wurde bei dem starken Raucher de André ein Tumor diagnostiziert, und er musste die Tournee abbrechen. Er starb am 11. Januar 1999 an Lungenkrebs. De André ist auf dem Monumentalfriedhof Staglieno begraben.

Er gilt bis heute als einer der besten italienischen Sänger und Komponisten und wird besonders in seiner Heimatstadt Genua sehr verehrt. In Genua fand von Dezember 2008 bis 2009 im Palazzo Ducale eine Ausstellung über sein Leben statt. Alle seine 13 Studioalben platzierten sich in den italienischen TOP 10 der Albumcharts, drei davon auf der Spitzenposition. Die nach seinem Tod veröffentlichte Compilation In direzione ostinata e contraria landete ebenfalls auf Platz 1.

Im November 2012 erschien in Italien unter der Bezeichnung „Fabrizio de André, I Concerti“ eine Sammlung von 16 CDs mit Live-Auftritten von 1975 bis 1998. Ergänzt wurde die Sammlung mit einem 192-seitigen Bildband mit zahlreichen bisher unveröffentlichten Fotos.

Mit der Verfilmung des Liedes „Il Pescatore“ in Ravenna durch den Drehbuchautor Stefano Salvati im Jahr 2016, über 40 Jahre nach dem Erscheinen des Liedes, erhielt Fabrizio de André posthum einen Videoclip für eines seiner Werke.[9] Ravenna war ausgewählt worden, weil de André in Ravenna einen Freund gehabt hatte, der Fischer war und möglicherweise Inspiration zum Lied gewesen war.[10]

Im Jahr 2018 erschien die von der RAI produzierte Miniserie Fabrizio De André - Principe libero mit Luca Marinelli in der Rolle von Fabrizio De André.[11]

De Andrés politische Einstellung

Fabrizio De André war ein bekennender Anarchist[12]. Im Alter von 19 Jahren, nachdem er bereits zwei Jahre zuvor durch die Lektüre von Michail Bakunin anarchistische Morgenluft gewittert hatte, las er Der Einzige und sein Eigentum von Max Stirner, eine Abhandlung, die ihn stark beeinflusste. Und so wie bei Stirner fallen auch bei De André alle Parolen, die je als Wechsel auf eine ideale Zukunft ausgestellt worden sind, der Nüchternheit des Genueser zum Opfer, der die religiösen und geschichtsphilosophischen Visionen nach der Macht beurteilt, die sie über das Individuum beanspruchen. „Ich habe immer Texte über solche Menschen geschrieben, die in ihrem Versuch, die eigene Freiheit zu leben, manchmal auch das geschriebene Gesetz übertreten mussten. Deshalb habe ich Lieder wie Il pescatore oder Bocca di rosa verfasst. Das, was ich aber mit diesen Songs sagen will, ist, dass im Endeffekt diese Menschen gegen Gesetze verstoßen, die eigentlich nur durch eine sehr begrenzte Gruppe von Menschen verfasst werden; Menschen, die die Macht dazu haben“[13]. Von Individualismus stark beeinflusst, spürt de André mit äußerster Empfindlichkeit den drohenden Schrecken, wo irgendeine Gesellschaft Reinheit zu ihrem Ideal erhebt: Wer den Menschen über das Ich stellt, erfindet den Unmenschen. Es ist daher nicht verwunderlich, wenn de André sich als „anarchistischer Individualist“ bezeichnete; und obwohl viele seiner Freunde Kommunisten waren, mochte er das totalitäre Element dieser Ideologie nicht. De André sah darin eine erhebliche Einschränkung der Grundfreiheiten eines Menschen: Die Freiheit, hingegen, sollte nicht einmal zu Gunsten eines – wie immer auch gearteten – gesellschaftlichen Zusammenlebens geopfert werden[14]. Mit anderen Worten: Für De André besteht die Kernaufgabe der Politik darin, Freiheit zu ermöglichen und zu erhalten. Je weniger Politik, desto mehr Freiheit, oder je kleiner der Raum, den das Politische einnimmt, desto größer der Raum, der der Freiheit gelassen wird[15].

De Andrés Pazifismus

Fabrizio De Andrés Haltung zum Krieg war total und beinahe fundamentalistisch: Er lehnte den Krieg ab – und zwar ausnahmslos. Das hatte sicherlich damit zu tun, dass er dem Krieg kein schöpferisches Element entnehmen konnte, sondern darin nur Destruktives sah. Und zwar sowohl in Bezug auf die Werte einer Gesellschaft als auch auf den Umgang mit Menschen untereinander. Im Krieg überwiegt der Tod und damit – so de André – „das eigentliche Gegenteil von Freiheit“[16]. Die Antikriegslieder von De André sind regelrechte Hymnen der Antikriegsbewegung sowie der 68er-Generation geworden. La guerra di Piero wird sogar in den gängigen italienischen Schulbüchern für Gymnasiasten als literarischer Text behandelt.

Religiöse Themen

Viele der Lieder von De André drücken seine religiösen Anschauungen aus. Schon sein erstes Album Vol.1º beinhaltet Lieder wie Preghiera in Gennaio, welches dem Selbstmord seines Freundes Luigi Tenco gewidmet ist, Spiritual, Si chiamava Gesù. Mit dem Konzeptalbum La buona novella (1970) widmete der Singer-Songwriter ein ganzes Werk der Thematik des Neuen Testaments und vermenschlicht die Figuren des Evangeliums und der apokryphen Evangelien. Die Verweise auf den Glauben, auf die Religion, sind direkt oder indirekt in anderen Liedern vorhanden (Smisurata preghiera, Khorakhané, Il testamento, Il testamento di Tito usw.), aber es stellt sich schwierig dar mit Sicherheit die Anschauungen (wahrscheinlich in ständiger Entwicklung) des Liedermachers zu diesen Themen zu beschreiben, wenn diese nicht durch seine expliziten Aussagen erfolgt sind.

Obwohl er sich oft als nicht gläubig bezeichnete[17], drückte er in der Tat oft eine „pantheistische“[18][19] Art von Religiosität aus, auch wenn er einige konkrete religiöse Figuren bewunderte, ebenso wie die Religion der amerikanischen Ureinwohner. Er behauptete:

«Quando parlo di Dio lo faccio perché è una parola comoda, da tutti comprensibile, ma in effetti mi rivolgo al Grande Spirito in cui si ricongiungono tutti i minuscoli frammenti di spiritualità dell’universo.»[20] «Wenn ich von Gott spreche, tue ich das, weil es ein bequemes Wort ist, das von allen verstanden wird, aber in Wirklichkeit spreche ich den Großen Geist an, in dem alle winzigen Fragmente der Spiritualität im Universum wieder vereint sind.»

Comics

  • I maledetti del rock italiano, segni e suoni di strada da Clem sacco ai 99 Posse, Editori del Grifo, Montepulciano, 2008
  • Sergio Algozzino, Ballata per Fabrizio De André, Edizioni Becco Giallo, Padova, 2008
  • Mauro Biani, Come una specie di sorriso, Stampa Alternativa, Viterbo, 2009
  • Ivo Milazzo, Fabrizio Càlzia, Uomo Faber, De Agostini, Novara, 2010

Archiv und Privatbibliothek

Die geisteswissenschaftliche Bibliothek der Universität Siena bewahrt den Nachlass von Fabrizio De André[21] auf, der Familiendokumente, Korrespondenzen, Schriften zur Entwicklung von Liedtexten (insbesondere zu den Alben Le Nuvole und Anime salve) und Materialien zur Organisation von Tourneen umfasst. Der Kern des Bestandes machen Bücher aus, die dem Singer-Songwriter gehört haben.

Diskografie

Chartplatzierungen
Erklärung der Daten
Alben
Il concerto ritrovato (mit PFM)
 IT229.05.2020(21 Wo.)
 CH4631.05.2020(1 Wo.)
Singles[22]
Andrea
 AT915.02.1979(16 Wo.)
 CH607.01.1979(10 Wo.)

Lieder (Auswahl) (mit Komponistenangabe)

  • Amore che vieni, amore che vai (Musik/Text: F. De André) 1966
  • La canzone di Marinella (Musik/Text: F. De André) 1963
  • La guerra di Piero (Text: F. De André, Musik: F. De André/V. Centanaro) 1963
  • Andrea (Musik/Text: F. De André/M. Bubola) 1978
  • Bocca di rosa (Musik/Text: F. De André) 1967
  • Via del Campo (Text: F. De André, Musik: F. De André/E. Jannacci) 1967
  • Amico fragile (Musik/Text: F. De André) 1975
  • La ballata del Miché (Musik/Text: F. De André/C. Petracchi) 1961
  • Rimini (Musik/Text: F. De André/M. Bubola) 1978
  • Coda di lupo (Musik/Text: F. De André/M. Bubola) 1978
  • La domenica delle salme (Musik/Text: F. De André/M. Pagani) 1990
  • Il pescatore (Text: F. De André, Musik: F. De André/F. Zauli/G. Reverberi) 1970[23]
  • Anime salve (Musik/Text: F. De André/I. Fossati) 1996
  • Don Raffaè (Text: F. De André/M. Bubola, Musik: F. De André/M. Pagani) 1990
  • Crêuza de mä (Text: F. De André, Musik: M. Pagani) 1984
  • Il testamento di Tito (Text: F. De André, Musik: F. De André/C. Castellari) 1970
  • Fiume Sand Creek (Musik/Text: F. De André/M. Bubola) 1981
  • Canzone per l'estate (Musik/Text: F. De André/F. De Gregori) 1975
  • Il suonatore Jones (Text: F. De André/G. Bentivoglio, Musik: F. De André/N. Piovani) 1971

Alben

STUDIO (mit italienischer Chartplatzierung)

  • 1967 – Volume I (#2)
  • 1968 – Tutti morimmo a stento (#4)
  • 1968 – Volume III (#1)
  • 1969 – Gulliver (Filmmusik/Soundtrack zur italienischen Fernsehserie, Musik von de André)
  • 1970 – La buona novella (#2)
  • 1971 – Non al denaro, non all'amore né al cielo (#1)
  • 1973 – Storia di un impiegato (#2)
  • 1974 – Canzoni (#4)
  • 1975 – Volume VIII (#5)
  • 1978 – Rimini (#5)
  • 1981 – Fabrizio de André (Album dell'indiano) (#2)
  • 1984 – Crêuza de mä (#7)
  • 1990 – Le nuvole (#2)
  • 1996 – Anime salve (#1)

COMPILATION

  • 1966 – Tutto Fabrizio De André
  • 1968 – La canzone di Marinella
  • 1969 – Nuvole barocche
  • 1972 – Fabrizio De André
  • 1972 – Fabrizio De André (1&2)
  • 1975 – Fabrizio De André (Antologia nera)
  • 1982 – Fabrizio De André Super Star
  • 1982 – Fabrizio De André (Profili)
  • 1986 – Fabrizio De André (Antologia blu)
  • 1987 – Confanetto
  • 1991 – Il viaggio
  • 1995 – La canzone di Marinella
  • 1995 – Fabrizio de André (confanetto rosso)
  • 1997 – Mi innamoravo di tutto

LIVE

  • 1979 – In concerto – Arrangiamenti: PFM – vol. 1 (Live)
  • 1980 – In concerto – Arrangiamenti: PFM – vol. 2 (Live)
  • 1982 – Live – Philipshalle Düsseldorf (Live – Bootleg)
  • 1991 – 1991 concerti (2 Album – Live)
  • 1998 – De André In concerto (Live)
  • 2001 – De André in concerto – vol. II (Live)
  • 2012 – Fabrizio de André. I Concerti Sammlung mit 16 CDs, Live-Konzerte 1975–1998
  • 2013 – Fabrizio de André. Crêuza de mä. Il concerto 1984 (2 CDs)

POSTHUM

  • 1999 – Da Genova (Compilation)
  • 1999 – In concerto (Live)
  • 1999 – Opere complete (Compilation)
  • 2000 – Peccati di Giuventù (Compilation)
  • 2001 – In concerto vol. 2 (Live)
  • 2001 – Mediterraneo (Compilation)
  • 2001 – Ed avevamo gli occhi troppo belli (Compilation)
  • 2003 – Faber amico fragile (Compilation)
  • 2004 – Fabrizio de André – Platinum deluxe (Compilation)
  • 2004 – Fabrizio de André – Una musica per i dannati (Compilation)
  • 2005 – In direzione ostinata e contraria (Compilation)
  • 2011 – Fabrizio de André – Sogno #1 – London Symphony Orchestra (Compilation)
  • 2015 – Fabrizio De André – In studio (Opera Omnia)
  • 2017 – Anime Salve Legacy Edition
  • 2018 – Tu che m’ascolti insegnami
  • 2019 – Peccati di gioventù (#51)

Weblinks

Commons: Fabrizio De André – Sammlung von Bildern, Videos und Audiodateien

Einzelnachweise

  1. [Fabrizio de André - die Essenz der Freiheit, S. 12, von Alessandro Bellardita, 2020, tredition Verlag]
  2. [Fabrizio de André - die Essenz der Freiheit, S. 14 von Alessandro Bellardita, 2020, tredition Verlag]
  3. [Fabrizio de André - die Essenz der Freiheit, S. 20, von Alessandro Bellardita, 2020, tredition Verlag]
  4. [Fabrizio de André - die Essenz der Freiheit, S. 21, von Alessandro Bellardita, 2020, tredition Verlag]
  5. [Fabrizio de André - die Essenz der Freiheit, S. 23, von Alessandro Bellardita, 2020, tredition Verlag]
  6. Fabrizio De Andrè - La storia Le Musiche Le Parole, RAI tre, 2009
  7. 'Via del Campo' von Walter Pistarini
  8. Fabrizio de André - die Essenz der Freiheit, S. 27, von Alessandro Bellardita, 2020, tredition Verlag
  9. Ravenna protagonista del videoclip ufficiale de "Il Pescatore" di De Andrè: online dal 24 novembre, ravennanotizie.it, 14. November 2017; Fabrizio De André - Il pescatore
  10. Proiettato in municipio il videoclip ufficiale “Il Pescatore” di Fabrizio De André, RavennaWebTV, 14 November 2017
  11. Luvi De André: chi è, cosa fa e com’è oggi la figlia (sconosciuta) di Faber. Classe 1977, nata dall’amore di Fabrizio e Dori Ghezzi, è meno ‘in vista’ del fratello Cristiano: la ritroviamo così, caffeinamagazine.it, 15. Februar 2018
  12. [Fabrizio de André - die Essenz der Freiheit, S. 41 ff., von Alessandro Bellardita, 2020, tredition Verlag]
  13. [Fabrizio de André - die Essenz der Freiheit, S. 49, von Alessandro Bellardita, 2020, tredition Verlag]
  14. [Fabrizio de André - die Essenz der Freiheit, S. 50, von Alessandro Bellardita, 2020, tredition Verlag]
  15. [Fabrizio de André - die Essenz der Freiheit, S. 51, von Alessandro Bellardita, 2020, tredition Verlag]
  16. [Fabrizio de André - die Essenz der Freiheit, S. 53 ff., von Alessandro Bellardita, 2020, tredition Verlag]
  17. Il Vangelo secondo De André - Vita Pastorale n. 7 luglio 2013. Abgerufen am 13. März 2021.
  18. La poetica di Fabrizio De André. Abgerufen am 13. März 2021.
  19. nauticlub11.com - nauticlub11 Resources and Information. Abgerufen am 13. März 2021.
  20. In verschiedenen Artikeln belegt, unter anderem: https://fucicrema.files.wordpress.com/2011/04/fabrizio-de-andrc3a8.pdf, http://www.jesus1.it/Pages/it_marta_storia_della_musica_su_gesu.aspx?arg=54&rec=388 aus der Webseite Jesus1.it, origin. in Avvenire, 9. November 2003, Interview mit Paolo Ghezzi.
  21. Fabrizio De André – Sito Ufficiale – Archivio. Abgerufen am 13. März 2021 (it-IT).
  22. Chartquellen: AT CH IT
  23. 'Il pescatore' in verschiedenen Sprachen Canzoni contro la Guerra (italienisch, Antiwar Songs), mit deutschen Übersetzungen.

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